Chi sono

barattoli miki ritaglio

un sorriso profumato di spezie

Mi chiamo  Antonella Michelotti.   Sono toscana, amo mangiare bene e  far mangiare bene. Il buonsenso mi  dice che la natura è la migliore  maestra. Il malumore non ha posto  nella mia cucina.

Il buon cibo è la mia  professione, da più  di trent’anni.

In realtà, confesso, volevo diventare interprete parlamentare,  ho studiato lingue,  poi l’amore per un’isola mi ha travolta e, quasi senza accorgermene,  mi sono ritrovata ristoratrice a Pantelleria!  Da allora…

  • Ho aperto e gestito per quasi trent’anni ristoranti segnalati dalle guide e dalla stampa specializzata. Il primo a Pantelleria, un’isola della Sicilia, si chiamava La Vela e ha mantenuto questo nome anche con i nuovi proprietari. Il secondo ristorante in Toscana a Pietrasanta, città d’arte e di artisti, si chiamava Nonsolovino ma non si chiama più così.
  • Ho cucinato per gente di spettacolo,  da Renzo Arbore a Gabriele Salvatores, per artisti importanti come Fernando Botero e Ivan Theimer, per grandi della moda da Giorgio Armani al fotografo Fabrizio Ferri, per aristocratici come Amedeo D’Aosta e Costanza Tasca d’Almerita.
    Come tutti quanti, anche i personaggi noti hanno allergie, intolleranze, idiosincrasie, sapori amati e sapori non tollerati. Per loro, come per tutti gli altri, ho cercato la migliore soluzione per fare in modo che sedersi a tavola fosse un’esperienza di piacere, sempre.
    Ho cucinato non solo per persone con intolleranze che richiedevano una cucina senza glutine,  ma anche per vegetariani, vegani e crudisti.
  • Ho avuto grandi maestri che in alcuni casi non hanno mai saputo di essere i miei maestri, ma la loro visione della cucina è stata per me illuminante. Ho sperimentato, sperimentato e ancora sperimentato con avida curiosità.
  • Mi sono intrufolata nelle cucine di ogni paese che ho visitato e ogni tradizione ha arricchito le mie conoscenze.
  • Da circa sette anni mi sono scoperta intollerante e mi sono impegnata a fondo per capire quale fosse l’alimentazione più adatta a me e all’essere umano in generale, senza mai perdere di vista il piacere del gusto. L’amore per il buon cibo non mi ha mai abbandonata.
  • Ho messo la mia esperienza al servizio della mia intolleranza, ho modificato pian piano il mio modo di cucinare e di mangiare, conservando grande attenzione per il buon cibo e la buona tavola.
  • Ho anche compreso, grazie ai miei studi, che il glutine, o forse dovrei dire il glutine dei nostri tempi, non è benefico per nessuno, e che eliminarlo dalle nostre cucine è molto salutare.
  • Chi siede alla mia tavola gode degli stessi piatti che mangio io e li apprezza allo stesso modo, semplicemente sostituisco un piacere con un altro e di privazioni non si parla proprio.
  • Ormai i miei capelli sono d’argento ma dare alle persone piacere attraverso il gusto è ancora la mia missione, la cucina è la mia vita !

SHORT ENGLISH TRANSLATION:

My name is Antonella, and the good food is my profession.

I have managed restaurants, reported by the press, during 30 years,

My clients were artists, vip, aristocrats, and many of them were
intolerant to several different foods, I have cooked not only gluten free
but also vegetarian, vegan and raw food.

I have had great masters and their idea of food was a great
inspiration for me.The traditions of the countries I visited  influenced me too

Seven years ago I had to leave the restaurant, I had no energy, I was depressed,
I was sick and no one understood why.

After many different sorts of analysis I was now desperate when, just for fun, I decided
with a group of friends  to test the impact of a different feeding on the organism.

After a period of about a month with neither dairy nor pasta or  bread  or anything else containing gluten
, the forces began to return and with their smile.
There is no real celiac disease, but it is clear an intolerance to gluten
and to lactose.
The love for good food,  is still my priority.
I decided to put my experience at the service of my intolerance.
My guests and I we  really enjoy our meals, I simply replace a good food
with another and privations are unknown.

There is silver on my hairs now, but my mission is still to give pleasure
through the food.

Cooking is my life.