Considerazioni sul cibo dei giorni nostri

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Forse mi lascio prendere la mano da considerazioni che hanno i capelli d’argento, come me.

Le abitudini, le comunicazioni, i viaggi, i trasporti, tutto quanto ha preso velocità negli ultimi cinquanta anni e negli ultimi venti questa accelerazione sembra fuori controllo.

Osservo come le persone tendano a occupare le loro giornate con sempre
più cose.
Il concetto di ‘tempo libero’ non esiste più, è stato sostituito con il ‘tempo vuoto’ e come tale va riempito a scapito, mi sembra, della libertà.

Solo una minoranza di persone, fuori dal lavoro, sceglie di passare tempo nella natura in pura e semplice contemplazione, camminando, in ascolto del silenzio, senza sciare, arrampicare, giocare a beach volley o fare rafting.

Sto divagando, mi occupo di cibo e sono andata fuori tema.
Naturalmente il cibo non fa eccezione.
Viviamo l’epoca dei pasti pronti da riscaldare in tre minuti.

Questa immagine mi ha colpita: Circa l’ottanta percento del ‘cibo
sugli scaffali dei supermercati non esisteva cento anni fa.
E’ vero!

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Circa l’80% del ‘cibo’ sugli scffali dei supermercati,
NON ESISTEVA 100 anni fa!
Mangia cibo vero!

Voglio credere che gli industriali del settore Cibo&Bevande che producono
ciò che vediamo sugli scaffali dei supermercati siano in buona fede, convinti di offrire al pubblico buone cose da mangiare e da bere.
Voglio credere che siano sempre attenti a ingredienti, contenuti e modalità di conservazione e non solo a sapore omologato e profitto.
Voglio crederci, ma non mi riesce troppo bene.

Ricordo la prima fiera del settore Cibo&Bevande a cui ho partecipato da ristoratore più di trent’anni fa.
Ero davvero una novellina e rimasi allibita poiché un produttore di preparati industriali per gelati mi spiegò, con la massima naturalezza, come fare un gelato di fragola che piacesse al pubblico correggendo colore e sapore con additivi e aggiungendo la bustina, già dosata, di semini di fragola, per dare l’effetto naturale.
Ricordo benissimo che mi disse ‘ Fare il gelato con le fragole?? Guardi, non glielo mangia nessuno, la gente è abituata a quel sapore lì!’
Sapori omologati, tutti uguali.
Scappai via abbastanza spaventata e non seguii mai il suo consiglio.

Ho scritto questo post per ricordarti che ogni volta che scegli cosa mangiare,
decidi se alimentare la malattia o combatterla.
Non aspettare di essere malato, pensaci!
Mangia cibo vero!
Cibo vivo!

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Ogni volta che mangi o bevi stai alimentando la malattia o combattendola.

Short english translation:

Maybe I tend to considerations which have silver hair, like me.

Habits, communications, travel, transport, everything is fast in the last fifty years, and in the last twenty this acceleration seems out of control.

I see how people tend to occupy their days with more and more things.
The concept of ‘free time’ does not exist anymore, it was replaced with the ‘empty time’ and therefore it should be filled with anything to the detriment of the freedom, I fear.

Only a minority of people chooses to spend their free time in nature in pure and simple contemplation, walking, listening to the silence, without skiing, climbing, playing beach volleyball or rafting.
I digress, I deal with food and went off topic.
Of course, feeding is no exception.
We live in the era of meals ready to heat up in three minutes.

This image touched me: approximately eighty percent of the ‘foods’
on supermarkets shelves did not exist 100 years ago.
It ‘s true!

I want to believe that the industries that produce Food & Drink,
what we see on the supermarket shelves are in good faith and believe to offer the public good things to eat and drink.
I want to believe that they are really careful about ingredients, contents
and modalities of preservation, and not only in the profit.
I want to believe it, but I do not succeed too well.

I remember, more than thirty years ago, the first trade show of food&drink which I visited as owner of a restaurant,.
I was really shocked because an important producer of industrial preparation for ice cream explained to me, in the most natural way, how to make a strawberry ice cream that would appeal to the public by correcting color and flavor with additives, and by adding the small seeds of the strawberries, already dosed in a sachet, to give the effect natural.
I remember very well that he told to me ”Making ice cream with strawberries ?? Look, nobody would eat it, people are used to this taste! ‘
Standard flavors, always the same.
I ran away quite scared and I did never follow his advice.

I wrote this post to remind you that every time you choose what to eat
or drink you decide either feeding the disease or fighting it.
Please do not wait to be ill, think about it!
Eat real food!
Live food!

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