Busecca matta vegan, ti apro la porta su una nuova delizia

busecca matta
busecca matta

“busecca matta”, ti apro la porta su una nuova delizia.

“Busecca matta” vegan.

Adesso non prendermi in giro!

Ho fatto una specie di moltiplicazione, da una sola crespella di farina di ceci,
ho ottenuto due porzioni!

Non c’è niente di biblico, semplicemente mi ero appena preparata una crespella di farina di ceci, che contavo di mangiare per pranzo con un’insalatina, ma ho avuto una visita imprevista, peraltro assai gradita, quindi mi servivano due porzioni per il pranzo e una crespella sola proprio non mi bastava.

Ma la necessità aguzza l’ingegno: mi sono ricordata di una cosa che mangiavo spesso da bambina e che consideravo una vera leccornia.
La “busecca matta“.
Non sai cos’è la “busecca matta”?
Quand’ero bambina mi piaceva tantissimo!
Vieni, ti apro la porta su una nuova delizia!

In realtà la “busecca matta” è un piatto lombardo e non so davvero come fosse approdato nella cucina della mia casa di bimba, ricordo solo che ne ero ghiotta.

In origine si tratta di frittatine tagliate in strisce sottili, stufate al pomodoro
e condite con burro e parmigiano, così da assomigliare alla trippa, appunto “busecca” in dialetto milanese.
Da qualche parte ho letto una perfetta definizione della “busecca matta”:
” E’ la frittata che fa il verso alla trippa”.

Ho provato a fare una versione vegan della “busecca matta” che naturalmente è ben lontana dal mio ricordo, ma mi è piaciuta moltissimo ugualmente.

busecca matta

“busecca matta”.
Preparazione.

Ho fatto dorare aglio e peperoncino in olio ed ho aggiunto due tazze di polpa di pomodoro e il sale.
Ho colto un po’ di salvia e di rosmarino e ho chiuso a pacchetto il rosmarino dentro le foglie di salvia quindi ho legato questo pacchetto con del filo da cucina.
Il pacchetto di erbe aromatiche è andato a raggiungere la polpa di pomodoro nella padella, in questo modo profuma la salsa senza lasciarci dentro gli aghetti di rosmarino.

Il sughetto così ottenuto ha cotto piano col coperchio per una ventina di minuti.
Prima di togliere il pacchetto di erbe aromatiche l’ho spremuto bene col cucchiaio di legno per estrarre tutto il profumo.

Mentre il sughetto cuoceva ho tagliato a striscioline la crespella di farina di ceci e appena pronta la salsa di pomodoro ho aggiunto le striscioline di crespella per farle insaporire molto brevemente, avendo cura di non toccarle troppo per non romperle.

Ho servito subito la “ busecca matta” ben calda, con la famosa insalatina che per fortuna bastava per due.

Mi diverto sempre moltissimo a fare queste incursioni nella memoria.
Questa volta il sapore era abbastanza lontano dal ricordo e anche l’aspetto,
ma il risultato era assai piacevole e lo ripeterò.

fonte:
archiviostorico.corriere.it

busecca matta

“busecca matta”:
è la frittata che fa il verso alla trippa.

Short english translation:

Busecca matta vegan.

Do not tease me!
I made a kind of multiplication, from a crepe made of chickpea flour, I got two servings!

There is nothing biblical, it happened that I had just prepared a crepe of chickpea flour, which I intended to eat for lunch with a salad, but I had an unplanned visit, very welcome anyhow, therefore I needed two portions for lunch and one crepe was not enough!

But necessity is the mother of invention: I remembered something I often ate when I was child and that I liked a lot.
The “busecca matta“.
busecca matta” is a recipe from the region of Milan and I do not really know how it landed in the kitchen of my childhood, I only remember that I liked it a lot.
Originally is cooked with an omelette cut into thin strips, stewed in tomato sauce and seasoned with butter and parmesan, so as to resemble the tripe, in fact, busecca means “tripe” in Milanese dialect.
I read somewhere a perfect definition of “busecca matta
” It is the omelette which imitates the tripe.”

I tried to make a vegan version of  “busecca matta” which of course is far from my memory, but I loved it anyway.

I browned garlic and chili in olive oil and added two cups of chopped tomatoes and salt.
I took some sage and rosemary, I closed the rosemary inside the sage leaves like a small package, and I tied this package with some kitchen string.
The package of herbs has gone to join the tomato sauce in the pan, so the sauce smells without letting inside the small leaves of rosemary.

The resulting sauce has cooked slowly with the lid for about twenty minutes.
Before removing the package of herbs I squeezed it well with a wooden spoon to extract all the scent.

While the sauce was cooking I cut into strips the crepe of chickpea flour and as soon as the tomato sauce was ready I added the strips of crepe to flavor them very briefly, taking care not to touch them too much not to break them.

I served immediately hot, accompanied by the salad which, fortunately, was enough for two.

I always enjoy a lot these incursions in the memory. This time the flavor and also the appearance were far away from the memory , but the result was very pleasant and I will repeat it.
Source:
archiviostorico.corriere.it

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2 Commenti

  1. Ira Summer

    Cara antonella, coma fai la crespelle di farina di ceci? Con questo polvere di uovo?
    Immagino che piace anche ai nipoti non solo mangiargli, anche a preparargli…

    GRAZIE cari saluti,
    Ira

    Rispondi
    1. CucinareSuperFacile (Post autore)

      la ricetta è qui http://cucinaresuperfacile.com/?p=1417 Ira carissima.
      Divertiti, piaceranno da matti ai tuoi nipoti!
      Antonella

      Rispondi

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