Crema di ceci con carciofo e maggiorana

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Crema di ceci con carciofi e maggiorana

Crema di ceci con carciofi e maggiorana

Sottotitolo: come ricavare un piatto piacevole da due tazze di ceci avanzate e da un carciofo solitario dimenticato nel cassetto delle verdure.

Ad essere sincera il titolo di questo post avrebbe dovuto essere questo ma Google, si sa, non gradisce titoli alla Wertmüller e non ho osato.

Il recupero degli avanzi è un’arte delicata, ne ho già accennato qui,
occorre una certa creatività, capacità di immaginare il piatto finito, nelle consistenze e nei sapori, e un coraggio da leoni se il recupero non è per un pasto solitario ma coinvolge qualcun’altro.

Era questa la mia situazione ieri: rientrando a casa, ho incontrato la mia vicina, appena tornata da un viaggio e, d’impulso, l’ho invitata, per una ‘zuppa di bentornato’.

Il frigo, quando l’ho aperto, sembrava dire:”Hai visto, lo sai che devi fare la spesa! Rimandi, rimandi e adesso come te la cavi?”.
Per un momento ho temuto di avere esagerato, poi la mia consolidata esperienza nella gestione delle situazioni delicate, gli americani lo chiamano ‘problem solving’, mi è venuta in soccorso salvando la situazione.

Come spesso accade in cucina, da un errore o da una situazione insolita nascono buone idee che entrano poi a far parte del patrimonio di ricette.

Così è stato ieri.
Ecco come me la sono cavata:

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Crema di ceci con carciofi e maggiorana.
Preparazione

Ho preparato un veloce soffritto con un gambo di sedano, una carota e un cipollotto, anch’essi emersi dal fondo del cassetto delle verdure assieme al carciofo. Ho tagliato un rametto di alloro dalla siepe del giardino e ce l’ho messo dentro per dare profumo.
Mentre il soffritto prendeva colore ho sbucciato una patata e l’ho tagliata a tocchetti. Ho versato nel soffritto la patata e le due tazze di ceci, il solo ingrediente che ricordavo di avere, mescolando bene per insaporire. Ho aggiunto due tazze di acqua calda e ho lasciato cuocere col coperchio.

Non sono stata proprio alle regole con il carciofo, non l’ho preparato bene come ho spiegato qui e qui, ma alla fine il risultato non era male, le foglioline di maggiorana che ho colto nel giardino hanno fatto la differenza.

Anche senza un giardino, un vaso di erbe aromatiche sul balcone o sul davanzale della finestra, non richiede grande cura ma dà grandi soddisfazioni. Te lo consiglio.

Il tempo di mettere due piatti in tavola e ceci e patate erano pronti, mi sono ricordata di eliminare l’alloro prima di frullare il tutto col frullatore a immersione.

Ho servito la crema di ceci bella calda, condita con il carciofo saltato in padella, con la maggiorana e con un filo d’olio e mi sono stupita io per prima per il risultato.

Spero che questa mia disavventura possa essere di stimolo alla tua creatività, mi farai sapere?

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Crema di ceci con carciofi e maggiorana

Short english translation:

Chickpea soup with artichokes and marjoram

Subtitle: how to make an enjoyable first course with to two cups of leftover chickpeas and a lonely artichoke, forgotten in the drawer of vegetables.

To be honest, the title of this post should have been this one, but Google, you know, does not like long titles and I didn’t dare.

The reuse of the leftovers is a delicate art, as I have already mentioned here, it needs creativity, ability to imagine the finished dish, textures and flavors, and the courage of a lion if the reuse is not for a solitary meal but involves someone else.

That was my situation yesterday: coming home, I met my neighbor, just back from a trip and, on impulse, I invited her for a ‘welcome back soup’.

The fridge, when I open it, seemed to say: “Have you seen! You know well that you have to go for food shopping! You always postpone! What are your going to do now?”.
For a moment I feared I had gone too far, but fortunately my experience in the management of difficult situations, called ‘problem solving’, came to rescue me and save the situation.
As it often happens in the kitchen, thanks to an error or an unusual situation, good ideas could arise, ideas which become later, part of the heritage of recipes.

So it was yesterday.
Here’s how I’ve managed it:
I made a quick soffritto with a stalk of celery, a carrot and an onion, also emerged from the drawer of vegetables along with the artichoke. I cut a sprig of laurel by the garden edge, and I put it in, to give aroma.
While the soffritto was taking color I peeled a potato and I cut it in chunks. I poured in the soffritto the potato and two cups of chickpeas, the main ingredient I had, stirring well to flavor.
I added two cups of hot water and let cook with the lid.
I have not prepared the artichoke carefully, following the good rules I explained here (the artichoke pie), because I was in a hurry, but in the end the result was not bad, the marjoram leafs that I picked from the garden, made the difference.

Even without a garden, a vase of aromatic herbs on the balcony or on the windowsill does not require great care but gives great satisfaction.
I sincerely recommend it.

Just the time to put two dishes on the table and chickpeas and potatoes were ready, I remembered to remove the bay leafs, before blending everything with a hand blender.

I served the chickpeas soup nice warm, topped with the sauteed artichoke, with the marjoram and with a little oil and I was astonished by the result.

I hope that my adventure with cheackpeas and artichoke will stimulate your creativity, will you let me know?

 

 

 

 

 

 

 

 

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