Dall’internet festival Pisa 2014, food hacking e guerrilla food.

Internet festival Pisa 2014

Si è parlato di Food all’Internet Festival Pisa 2014 (9-12 ottobre).
(http://www.internetfestival.it)

Un’intero padiglione al centro della splendida Piazza dei Cavalieri una struttura chiamata Geoide dove parlare di cibo in modo non convenzionale, all’interno del progetto Go Green.

Internet festival Pisa 2014

Un’intero padiglione una struttura a cupola chiamata Geoide..

Si è parlato del cibo che viene dalla terra, delle politiche agricole, lontane dai produttori e lontanissime dai piccoli produttori, si è parlato della gente che la terra la lavora, delle loro difficoltà, del loro isolamento sociale, di aziende familiari che chiudono, di campagna inaridita, sfruttata, avvelenata.

Si è parlato di cibo ammalato e di cibo che fa ammalare.
In Italia negli ultimi anni il diabete è aumentato ogni anno del 3,5% e la celiachia del 10%. No, non sto sbagliando, la celiachia sta aumentando del dieci percento ogni anno!

Per fortuna, all’ Internet festival Pisa 2014 è emerso che la speranza viene dai giovani che sempre più spesso, forse delusi dal mondo dei nuovi mestieri (che inducono bisogni per poterli soddisfare), rilevano l’azienda di famiglia e portano innovazione, perfettamente consapevoli che il futuro può essere solo all’insegna di coltivazioni biologiche, etiche ed eco-sostenibili.

Si cercano soluzioni, si propongono progetti:

L’idea generale è quella di fare hacking, di rifiutarsi di soggiacere allo strapotere delle grandi multinazionali e opporre una resistenza attiva
ma non violenta.

Si esorta alla resilienza, (cito dalla enciclopedia Treccani ‘Resilienza: La velocità con cui una comunità (o un sistema ecologico) ritorna al suo
stato iniziale, dopo essere stata sottoposta a una perturbazione che
l’ha allontanata da quello stato’), si auspica il ritorno al ‘codice sorgente’
del cibo per riappropriarsi del diritto a un’alimentazione finalizzata più al benessere che al profitto (http://www.cucinamancina.com).

C’è anche chi, esasperato dalla difficoltà di riconoscere prodotti realmente bio-sostenibili da quelli solo pubblicizzati come tali, invita
a una sorta di guerrilla food distribuendo gratuitamente etichette che
vanno appiccicate sugli scaffali di negozi e supermercati che espongono prodotti palesemente non rispondenti a quanto pubblicizzato.
(www.thesoulfood.net)

Internet festival Pisa 2014

‘guerrilla food’ etichette da appiccicare sugli scaffali di negozi e supermercati su prodotti non rispondenti a quanto pubblicizzato.

Di tutto questo, in questo blog si è già parlato qui, ormai è diventato evidente che le mie considerazioni non sono solo nostalgia di sapori antichi.

Molte parole sul cibo, e molte idee.
Segno evidente che c’è bisogno di cambiamento.

Mi domando, e non è la prima volta, se queste voci che arrivano dalla gente, resteranno a lungo inascoltate. Chissà…

Short english translation:

A lot of talking on Food at the Internet Festival of Pisa (9-12 October 2014).

An entire pavilion in the middle of the beautiful Piazza dei Cavalieri, a dome
structure called Geoid where it was possible to talk about food in an unconventional way, inside the project ‘Go Green’.

The speakers talked about the food that comes from the earth, about the agricultural policies, which are distant from the manufacturers and very far from small producers; they talked, about the people who work the land, their difficulties, their social isolation, about the several family businesses that are closing.
They were talking about the parched country, exploited, poisoned.

They talked of sick food and of food that makes you sick.
In Italy in recent years, diabetes has increased annually by 3.5%
and the celiac disease by 10%. No, I’m not wrong, celiac disease is
increasing ten percent every year!

Fortunately, the hope comes by young people who, maybe disappointed by the world of the new trades (which induce needs in order to satisfy them), more and more often, take in their hands the family business.
They bring innovation, perfectly aware that the future can only be in the
organic farming, ethical and environmentally sustainable.

People is looking for solutions and propose projects:

digital platforms to collect several farmers to enable them
exchange information in real time (http://www.farmhack.net,
http: // future food institute.org);

the recovery of ancient colture, almost forgotten (http://www.ruralhub.it);

the use of crowdfunding to finance small companies with big
projects (http://www.fundafeast.com)

The general idea is to make hacking, to refuse to succumb to the
dominance of big corporations and to oppose an active, but not violent, resistance.
The bolder encourage the resilience, (I quote from the encyclopedia Treccani ‘Resilience: the speed with which a community (or ecological system) returns to its initial state, after being subjected to a disturbance that has moved away from that state ‘), and wish a return to the’ source code ‘ of food to take back the right to a nutrition finalized more to the wellness than to the profit (http://www.cucinamancina.com).

There is somebody who, exasperated by the difficulty of recognizing products that are really bio-sustainable, from those only advertised as such, invites the public to a sort of ‘guerrilla food’, by distributing free labels to be stick on the shelves of supermarkets and shops that expose products not conforming to what is advertised. (www.thesoulfood.net)

I have already talked about all these things in this blog here
http://cucinaresuperfacile.com/?p=2667 and now it become clear
that my thoughts are not just nostalgia for ancient flavors.

Many words on food, and lots of ideas.
A clear sign that we need a change.

I wonder, and it is not the first time, if these rumors coming from the
people will remain unanswered for a long time. Who knows …

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