Il Futurismo e la cucina senza glutine

Futurismo

Futurismo

Nel 1909 nasce in Italia un movimento artistico e culturale che il poeta
e scrittore Filippo Tommaso Marinetti denominò ‘Futurismo‘.

Gli artisti aderenti al Futurismo esplorarono ogni forma di creatività ed
espressione: pittura, scultura, musica, architettura, danza, fotografia,
letteratura e perfino la gastronomia, ed ecco perché me ne occupo qui.

Un momento di pazienza e ti sarà chiaro il perché.

Il Futurismo era un movimento di rottura degli schemi.
L’inizio del ventesimo secolo era caratterizzato dalla presa di contatto con
una vera e propria accelerazione degli eventi, le automobili cominciavano a diffondersi, le catene di montaggio rivoluzionavano i metodi di produzione, era diffusa la sensazione di essere proiettati verso il futuro a grande velocità.

Il Futurismo voleva staccarsi dal passato, che percepiva come pesante
zavorra, parlava di dare ideologicamente alle fiamme musei e biblioteche,
In quel periodo, il concetto di spazio-tempo era rivoluzionato: per andare da un luogo all’altro non erano più necessari giorni e giorni, tutto diventava snello e rapido.

Futurismo

Manifesti del futurismo

Il Futurismo si diffuse in fretta anche nel resto di Europa e verso il
1914 un cuoco francese, Jules Maincave, annoiatissimo, a suo dire, dalla
cucina dell’epoca, cominciò a ripensare e ristrutturare il modo di cucinare.
Parlava di “avvicinare elementi oggi separati da prevenzioni senza serio
fondamento”.

Ne nacquero piatti davvero fantasiosi, ho letto il racconto di un banchetto degli aderenti al Futurismo che ebbe luogo a Torino il cui menu citava: Antipasto intuitivo, seguito da Brodo solare, da PolloFiat e dal piatto-simbolo di questa rivoluzione gastronomica, il Carneplastico.
Quest’ultimo, definito «polpettone dinamico-futurista», pare fosse un
polpettone di vitello ripieno di verdure, appoggiato su una base di salsiccia e
polpette di carne di pollo.
Lo chef lo aveva ideato per dare un’«interpretazione sintetica degli orti e dei
pascoli d’Italia».

Futurismo

Il manifesto della cucina Futurista.

A quel tempo venne pubblicato addirittura un vero e proprio ‘manifesto della
cucina futurista’.

Ed ecco perché siamo qui a parlarne.

Uno dei punti focali del manifesto era l’abolizione della pastasciutta,
diffusissimo piatto nazionale, che, si diceva, induceva ‘ fiacchezza,
pessimismo, inattività nostalgica e neutralismo’.

Naturalmente, questa informazione mi ha colpita e mi sono resa conto che,
solo pochi anni prima, nel 1909, Arnold Ehret pubblicava il suo libro ‘ Il
sistema di guarigione della dieta senza muco’ in cui si schierava decisamente
contro gli amidacei.
Ehret nel suo libro, afferma che gli amidacei generano muco nell’organismo,
impediscono il corretto assorbimento dei nutrienti e lo privano dell’energia
che gli è necessaria.

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Arnold Ehret ‘Il sistema di guarigione dellla dieta senza muco’

Quindi, già nei primi anni del secolo scorso era palese quello con cui ci
confrontiamo oggi, cioè che ciò che contiene glutine non è proprio  il massimo per
l’organismo.
Per nessun organismo, anche se non intollerante a questa proteina.

Quello che è certo,  è che la nostra cucina senza glutine, leggera veloce e attenta al benessere dell’organismo, non ha niente a che vedere con la cucina del Futurismo di inizio secolo scorso e, se penso in particolare al ‘Carneplastico’, aggiungo…. Meno male!

Fonti:

http://it.wikipedia.org/
http://nutrizionismi.blogspot.it/
http://www.arnoldehret.it/

Short english translation:

In 1909 in Italy was founded a cultural and artistic movement that was called ‘Futurism’, by the poet and writer Filippo Tommaso Marinetti.

The artists, members of the Futurism, explored all forms of creativity and
expression: painting, sculpture, music, architecture, dance, photography,
literature, and even the cuisine, which is the reason why I am writing about it.
Give me just a few minutes and you will have clear why.

The Futurism was a movement which intended to break the mold.
The beginning of the twentieth century was characterized by
an acceleration of the events, the cars became popular, the
assembly chain revolutioned the methods of production.
The sensation of stepping into the future with great speed, was widely evident.

The Futurists wanted to break away from the past, which they perceived as heavy ballast. Ideologically speaking, they wanted to give museums and libraries to the flames. The concept of space-time was revolutionized: to go from one place to another, it was no more necessary to travel for days or weeks.
Everything became leaner and faster.

The Futurist movement widespread very quickly in the rest of Europe.
Around the 1914 a French chef, Jules Maincave, annoyed by the cuisine of the time, began to rethink and restructure the way of cooking.
His goal was ” to put together elements, which have been separated without serious foundation, until that moment. “

Really fanciful recipes were created.
I have read the story of a banquet that took place in Turin, where the menu cited: Intuitive Appetizer, followed by Solar Soup, PolloFiat and by the symbol of this gastronomic revolution, the Carneplastico.
This was called “dynamic-futurist-meatloaf”, I have read that it was a veal
meatloaf stuffed with vegetables, resting on a base of sausages and chicken meatballs.
The chef wanted to give a ‘”synthetic interpretation of the gardens and
pastures of Italy”.
At that time even a real ‘manifesto for the futuristic cuisine’ was published .

And that’s why we’re here to talk about it.

One of the focal points of the manifesto was the abolition of pasta,
very diffused national dish, which, it reads: “induces weakness,
pessimism, nostalgic inactivity and neutralism”.

Of course, this information hit me as I realized that,
only a few years earlier, in 1909, Arnold Ehret published his book
‘The healing system of mucus-free diet ‘, in which he definitely took sides
against the pasta and any starchy.
Ehret in his book, writes that the starchy produces mucus in the body,
prevents the proper absorption of nutrients and deprive it of the energy
that it requires.

Therefore, I realized that, at the beginning of the last century it was already clear what we are facing today with: namely that what contains gluten, is not exactly the maximum for the organism.
For any organism, although not intolerant to this protein.

What is certain is that our gluten-free cuisine, so light, easy and attentive to the well being of the organism, has nothing to do with the cuisine of Futurism of the last century, and, if I think in particular to the ‘Carneplastico’, I might add …. Thanks God!

Sources:

http://it.wikipedia.org/
http://nutrizionismi.blogspot.it/
http://www.arnoldehret.it/

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