Pasta e patate, un meraviglioso esempio di cucina di recupero

Pasta e patate
Pasta e patate

Pasta e patate

Pasta e patate

Pasta e patate è un meraviglioso esempio di cucina povera di recupero, quella particolarmente cara al mio cuore.
Si dice che la ricetta sia nata a Napoli o nei dintorni ma ce ne sono molte varianti altrettanto gustose anche in altre zone d’Italia.

Tradizionalmente si cucina pasta e patate per utilizzare tutti i piccoli avanzi di pasta di formati differenti e riordinare così la dispensa.Io ho usato un solo formato quello chiamato ‘caserecce’ che anticamente si  faceva a mano arrotolando la pasta su un ferro da calza prima in un senso e poi nell’altro e tagliandola poi in segmenti.
Oggi si trova una pasta secca commerciale, dello stesso formato prodotta a Gragnano, a base di farine di mais, riso e quinoa.
Mi è piaciuta molto, la prossima volta proverò con una pasta più piccola, per esempio i tubettini, quelli che in Toscana si chiamano ‘paternostri’.

Pasta e patate

Un meraviglioso esempio di cucina di recupero

Pasta e patate. Ingredienti per 3/4 persone:

pasta senza glutine 150 g;
patate a pasta gialla 400 g;
una carota;
un gambo di sedano;
una cipolla rossa;
uno scalogno;
uno spicchio aglio privato del germoglio interno;
un rametto timo;
due cucchiai lievito alimentare in scaglie;
olio extra vergine di oliva;
pepe nero o peperoncino, a scelta;
sale.

Pulisci le verdure, carota, sedano, cipolla scalogno e aglio tagliale a pezzi e tritale grossolanamente.
Fai soffriggere dolcemente questo battuto con poco olio, le foglioline del timo e mezzo cucchiaino di sale.

Metti al fuoco circa un litro e mezzo di acqua leggermente salata portala ad ebollizione e tienila pronta per aggiungerla
alla preparazione.

Sbuccia le patate e tagliale a cubetti della dimensione di una nocciola, per evitare che diventino scure conservale immerse in acqua fresca.

Quando le verdure sono appassite e dorate aggiungi al battuto i dadini di patata ben scolati e lascia insaporire per cinque minuti mescolando ogni tanto.
Condisci con pepe nero appena macinato o con peperoncino e copri le patate con acqua bollente leggermente salata.

Copri il recipiente di cottura, e cuoci a fiamma bassa, muovendolo ogni tanto per 6/8 minuti, aggiungendo acqua calda se necessario.

Pasta e patate

…una pasta che anticamente si faceva a mano arrotolando la pasta su un ferro da calza prima in un senso e poi nell’altro.

Unisci la pasta alle patate, bagna con poca acqua e mescola per amalgamare.
Metti il coperchio e cuoci per il tempo indicato sulla confezione della pasta meno un terzo.
Muovi il recipiente ma non mescolare per non rompere la pasta: la pasta senza glutine non è elastica e si rompe facilmente.
Spegni il fuoco e lascia riposare per tre o quattro minuti prima di verificare il sale e la cottura.

Servila calda.

L’antica ricetta prevede di cuocere assieme alla pasta anche pezzetti di crosta di parmigiano raschiati e vuole che pasta e patate sia ‘azzeccata’ cioè molto asciutta e attaccata al recipiente di cottura.

Io ho preferito tenerla più morbida, all’onda quasi come un risotto e invece della crosta di parmigiano, ho insaporito
a fine cottura con due cucchiai di lievito alimentare in scaglie.
Eccellente soluzione che raccomando.

Pasta e patate

Io ho preferito tenerla più morbida, all’onda quasi come un risotto

Short english translation:

Pasta and potatoes

Pasta and potatoes is a marvelous example of recovery cuisine, the one which is particularly dear to my heart.
It is said that the recipe originated in Naples or in the area, but there are many other tasty recipes in other regions of Italy.

Pasta e patate is traditionally cooked to use all the small leftovers of pasta of different shapes and thus rearrange the pantry.

I used only one shape called ‘caserecce’ the one that in ancient times was made by hand, rolling the dough on a knitting needle, first in one direction and then in the other and then cutting it into segments. Nowadays it is possible to find the same shape of commercial dry pasta based on corn, rice and quinoa flour.

Pasta & potatoes. Ingredients for 3/4 people:

gluten-free pasta 150 g;
potatoes 400 g;
a carrot;
a stalk of celery;
a red onion;
a shallot;
a garlic clove, without its internal green sprout;
a little thyme sprig;
two tablespoons food yeast flakes;
extra virgin olive oil;
black pepper or chilli pepper, of your choice;
salt.

Clean the vegetables, carrot, celery, shallot, onion and garlic and chop them coarsely.
Ligtly fry them with a little oil the thyme leafs and half a teaspoon of salt.

Boil about a liter of lightly salted water and keep it ready fot the cooking.

Peel the potatoes and cut them into cubes the size of a hazelnut, to prevent oxydation keep them immersed in fresh water.

When the vegetables are wilted and golden add the well-drained potato cubes to the mixture and let flavor for five minutes, stirring occasionally.
Season with freshly ground black pepper or with red chilli and cover the potatoes with two cups of lightly salted boiling water.
Put the lid on the pot, and cook over low heat, moving the pot occasionally for 6/8 minutes, adding hot water if necessary.

Add the pasta to the potatoes, together with more water, one cup or litte more and mix to flavor.
Put the lid on and cook for the time indicated on the pasta packaging less one third.
Move the pot but do not stir to avoid breaking the pasta: the gluten free pasta is not very elastic and breaks easily.
Turn off the heat and let it rest for three or four minutes before checking salt and cooking.
Serve hot.

The ancient recipe indicates to cook, together with the pasta, also some parmesan crust, scraped and diced and suggests
to serve it very dry.

My choice was to keep it softer, almost like a risotto and substitute the parmesan crust with two spoons of food yeast flakes,
at the end of cooking. Tasty solution which I recommend.

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