Storia di un “auto riciclaggio creativo”

auto riciclaggio
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“coworking”

Non avevo mai sentito parlare di ‘coworking‘ ma il progetto mi è piaciuto subito: un punto di incontro, una specie di ufficio/laboratorio comune, dove professionisti e artigiani possano condividere non semplicemente spazi, bensì esperienze e saperi.

auto riciclaggio

“coworking” una specie di scatola cinese…

Una bella realtà, una specie di scatola cinese dove da cosa nasce cosa, da una idea salta fuori un’altra idea, e se io non so fare una cosa posso chiedere aiuto a te che sei nella stessa stanza, al tavolo accanto al mio.

Proprio un bel progetto, perciò quando sono stata invitata a raccontarmi, a raccontare attraverso quali esperienze sono arrivata a diventare una food blogger, ho accettato d’impulso.

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“Coworking”

E’ stato divertente scegliere il titolo dell’incontro. Abbiamo optato
per ‘Storia di un auto riciclaggio creativo‘.

auto riciclaggio

…sono stata invitata a raccontarmi…

E’ stato una specie di viaggio nella memoria.
Come una cipolla, mi sono tolta, una alla volta, le numerose bucce
fatte di esperienze diverse fino ad arrivare qui, al momento presente e a quello che oggi amo fare.

La mia storia è stata veramente un auto riciclaggio creativo: dall’adolescente guida turistica di Firenze fresca di concorso, all’interprete-assistent buyer che faceva controllo qualità per Macy’s, all’export manager esperta di arredamento che girava il mondo da una show room all’altra.

Amavo tutto quello che facevo ma il mio tempo libero era comunque
sempre in cucina.

Perciò, a Pantelleria, il primo microscopico, fantastico ristorante, quasi strappato agli scogli, con un piede nel Mediterraneo, da lì Pietrasanta, il secondo ristorante in pieno centro storico, mai luoghi furono più diversi ma ugualmente amati.

E adesso, quando la maggior parte delle mie coetanee sferruzza per i nipotini, mi trasformo in blogger e cerco di portare benessere, oltre che piacere per il palato, nella vita delle persone.

Sono stata fortunata, ho potuto sempre guadagnarmi da vivere facendo ciò che amavo, e quando non lo amavo più, ho sempre avuto il coraggio di cambiare.

Credo profondamente che la peggior sventura che possa capitare a un essere senziente sia guadagnarsi la vita facendo qualcosa che detesta.

Ti ho raccontato questa storia perché tu possa interrogarti.
Stai facendo ciò che ami?
Stai facendo ciò che faresti anche se nessuno ti pagasse?
O hai un sogno, in un cassetto che non apri per paura.

Fatti un regalo per Natale, apri quel cassetto, regalati una possibilità!

auto riciclaggio

Apri quel cassetto, regalati una possibilità!

 

Short english translation:

I had never heard about ‘coworking’ before, but the project sound immediately great to me, : a meeting point, a kind of office / laboratory , where professionals and artisans can share not only a space, but also experience and knowledge.

A beautiful reality, a kind of chinese box where one thing leads to, an idea pops out from another idea, and if I am not able to do something, I can ask for some help to somebody who is next to me in the same room.

Really a nice project, therefore when I was invited to tell me, to tell through what experiences I passed by to become a food blogger, I accepted on impulse.

It ‘was fun choose the title of the meeting.
We opted for ‘The Story of a creative self-recycling’.

It ‘was a sort of trip down memory lane.
Like an onion, I took off, one by one, the many skins
made of different experiences until I got here, to the present moment and to what I love to do today.

My story was really a very creative self-recycling: from tourist guide of Florence, when I was very young, to interpreter-assistent buyer charged of the quality control for Macy’s, and again to ‘export manager’ expert in furniture running the world from a show room to another.

I loved everything I did but my free time was always in the kitchen.

Therefore, Pantelleria, the first microscopic, fantastic restaurant, almost housed by the rocks, with one foot in the Mediterranean sea, then Pietrasanta, the second restaurant was in full historical center, never places were more different but equally loved.

And now, when most of my peers knittel for the grandkids, I become blogger and I try to bring well-being, as well as pleasure for the palate, in people’s lives.

I was lucky, I could always earn my living doing what I loved, and when I stopped to love what I was doing, I have always had the courage to change.

I deeply believe that the worst misfortune that can happen to a sentient being is earning his living doing something he hates.

I told you this story because you can interrogate yourself.
Are you doing what you love?
Are you doing what you should do even if nobody would pay you for it?
Or you have a dream, in a drawer that you do not open for fear.

Make yourself a present for Christmas, open that drawer, give yourself a chance!

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