LE PATATE ARROSTO COME PIACCIONO A ME

Patate arrosto
profumate, croccanti e dorate fuori, tenere e cremose all'interno

Patate arrosto 3

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le patate arrosto come piacciono a me.
Si dice che la patata sia arrivata in Europa dalle Americhe, c’è chi sostiene esattamente dal Perù, intorno al 1500.

Era brutta, bitorzoluta, e girava voce che fosse cattivissima di sapore e facesse male.
Forse qualcuno l’aveva assaggiata cruda e aveva condiviso la sua pessima esperienza.

Trascorsero ben due secoli prima che le sue virtù fossero apprezzate e la sua popolarità si consolidasse.
Ciò avvenne grazie a una carestia che affamò la Francia nella seconda metà del 1700.
Pur di non morire di fame i francesi vinsero i preconcetti e riconsiderarono la patata come alimento. Il grande Antoine Auguste Parmentier celeberrimo chef dell’epoca creò tali e tante delizie col famigerato tubero che le resistenze dei francesi crollarono e, in seguito, le ‘frites’ finirono col divenire un piatto nazionale.

Le innumerevoli virtù di questo tubero, in primis dal nostro punto di vista quella di essere alimento naturalmente senza glutine, sono moltissime. I grassi sono ridottissimi, al contrario è ricca in amidi e proteine, potassio, fosforo, calcio e ferro, vitamine A, B1, B2 e C.
Le più nutrienti sono naturalmente le patate novelle, raccolte da poco.
Consiglio di scartare le patate che presentano parti verdastre, queste indicano la presenza di solanina che è una sostanza tossica.

Si dice esistano più di 600 varietà di patate, ovviamente tutte senza glutine,non mi sogno nemmeno di approfondire l’argomento, accenno solo al fatto che le patate a pasta bianca, di tipo tardivo, sono le più adatte a preparazioni come gnocchi, puree o minestre, mentre quelle a pasta gialla sono più adatte a essere cucinate in umido, al forno oppure fritte.
La versatilità della patata in cucina è proverbiale e se ne possono ricavare ogni sorta di piatti, oggi però desidero solo raccontarti come preparo le patate ‘arrosto’.
Forse ti sorprenderà ma non le cuocio nel forno, le cuocio in padella così:

Le cuocio in padella con pepe nero, aglio 'vestito' e salvia.

Le cuocio in padella con pepe nero, aglio ‘vestito’ e salvia.

 

 

Una o due patate per persona dovrebbero bastare, ma la mia esperienza mi dice che le patate, cucinate così, non avanzano mai.
Le sbuccio col pelapatate.

La mia nonna diceva sempre “Se lasci tanta polpa attaccata alla buccia significa che sei una sciattona e nessuno ti vorrà sposare”. Io tolgo la buccia sottile sottile ma non mi sono sposata lo stesso!

Una volta sbucciate le lavo, le taglio a pezzi più o meno della stessa grandezza e le metto nella padella, aggiungo una generosa macinata di pepe nero, due o tre spicchi di aglio ‘vestito’, cioè con la buccia, appena schiacciati sotto la lama del coltello, qualche rametto di salvia e olio extra vergine di oliva.
Mescolo bene per rivestire di olio tutte le patate e metto la padella sul fuoco a fiamma media, col coperchio.
Le faccio cuocere così per 10 minuti, muovendo spesso la padella ma aprendo il coperchio solo una volta o due.
Questo fa sì che le patate cuociano all’interno col loro stesso vapore.
Trascorsi dieci minuti i tocchetti di patata cominciano a prendere colore, è il momento di togliere il coperchio e proseguire la cottura per altri 10 minuti, muovendo spesso la padella, per ottenere la crosticina croccante e dorata.
Solo al momento di servire aggiungo il sale.

Ecco svelato il segreto di un piatto di patate profumate, dorate e croccanti fuori ma tenere e cremose all’interno,  e assolutamente, naturalmente senza glutine.
Basta seguire queste semplici istruzioni.
Mi farai sapere ??

Patate arrosto profumate, croccanti e dorate fuori, tenere e cremose all'interno

Patate arrosto
profumate, croccanti e dorate fuori, tenere e cremose all’interno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Short english translation:

Baked potatoes, as I like it.
The potato arrived in Europe from the Americas,  somebody argue just from Peru, around 1500.
It was ugly, lumpy, and it was rumored that it has a very bad taste and causes sickness.
Maybe someone tasted it raw and  shared his bad experience.
Only two centuries  after its virtues were appreciated and its popularity was consolidated.
This happened due to a famine that starved France in the second half of 1700.
Not to starve the French people reconsidered the potato as possible food.
Antoine Auguste Parmentier who was the most famous chef at that time,created many delights with that tuber and the resistances of the French people collapsed.
The potato has several virtues, primarily from our point of view to be naturally gluten-free, fats are very low,on the contrary it is rich in starch and protein, potassium, phosphorus, calcium and iron, vitamins A,B1, B2 and C.

Most nutrients are of course in the small young potatoes, gathered by little.
I suggest you to discard the potatoes whith green parts, these indicate the presence of solanine which is a toxic substance.
I have read that there are more than 600 varieties of potatoes, all of them gluten-free of course, I just wish to tell you that the potatoes that are white inside, are suitable to prepare gnocchi, puree or soups, and those  which are yellow inside
are best suited to be stewed, baked or fried.
The versatility of the potato in the kitchen is total and it is possible to create really a lot of gourmet dishes, but today I just want to tell you how I prepare the ‘roast’ potatoes.
.
You’d be surprised but I do not bake it in the oven,  I cook it in a pan.
This is how I do:
One or two potatoes per person should be enough, but my experience says that they are never too much!
I peel the potatoes with a potato peeler.

My grandmother always said “If you leave a lot of potatoe attached to the skin it means that you are a slattern and no one will want to marry you. ”
I take off the skin very thin but I did not get married the same!

Once peeled I wash the potatoes and I cut them into pieces more or less the same size.
I put the pieces in the pan, add  some black pepper, two or three garlic cloves with the peel, some sage and extra virgin olive oil.
I stir well to coat all the potatoes with oil and put the pan on the fire medium heat, with the lid.
I cook it for 10 minutes, often moving the pan but opening the lid only once or twice.
After 10 minutes, the potatoes begin to brown, I remove the cover and continue cooking for another 10 minutes, moving the pan, to get the crispy and golden crust.
Just before serving,  I add the salt.
This is the secret of a ‘roast’ potatoe  fragrant, golden and crisp outside but tender and creamy inside.
Just follow these simple instructions.
Will you let me know?

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7 Commenti

  1. luca

    Cara Anta, visto che il tuo consiglio su come trattare l’aglio x renderlo digeribile ha funzionato alla grande, e ne ho fatto un megavasetto sottolio, presto sperimenterò anche questo modo di preparare le patate; mi hai fatto venire l’acquolina in bocca all’una e mezzo di notte… e ora chi dorme più :)))

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  2. Mari

    …era l’uovo di Colombo! Non sai da quanto ci provo ad ottenere questo risultato, sia al forno che in padella. Ed il bello è che necessitano di pochissimo olio! Mi sapresti dare un suggerimento anche per le zucchine, che ottengo sempre o mezze crude o troppo cotte ed intrise di olio quando voglio fare in padella? Mi sono ridotta a farle sempre al vapore o lesse se le consumo cotte (mentre il carpaccio o la julienne con le baby zucchine mi vengono sempre bene…bella forza 🙂 ). Grazie fin d’ora!

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    1. CucinareSuperFacile (Post autore)

      Ciao Mari, sono contenta che le patate a modo mio abbiano centrato il tuo bersaglio !!!
      Per le zucchine, per prima cosa assicurati che la padella sia della dimensione giusta, né troppo larga (bruciano) né troppo piccola (lessano)
      e fai scaldare la padella con poco olio (e aglio se vuoi o peperoncino) prima di mettere giù le zucchine:
      Anche questo è l’uovo di Colombo!!
      Fammi sapere

      Rispondi
      1. mariejolie

        …there’s room for improvement! stavolta non ho gridato eureka, le zucchine mi sono venute così così…e mi sono sorti dubbi basilari, del
        genere: io lascio la buccia e tolgo l’interno, sarà giusto? C’è chi le infarina leggermente con la farina di riso, sarà utile? Le ho cotte
        (girandole ogni tanto) praticamente in un unico strato nella padella, ma il sapore non era ben armonizzato,la consistenza non era morbida ma molliccia…dovevo cuocerle un pò di più? E se poi si disfavano? Il sale si mette alla fine come per le patate? Io di solito metto qualche grano di sale grosso durante la cottura, invece di salare alla fine, sembra che consenta di economizzare col sodio.
        Però in effetti scaldare il poco olio prima è stata una mossa vincente,
        almeno stavolta non erano intrise!
        Dopo “le patate a modo mio” credo che un trattatello su “le zucchine a modo mio” non ci starebbe male(o nel sito c’è già e me lo sono persa?)
        anche perché sto snaturando l’argomento di questo post :). Ciao, grazie per la pazienza con cui dispensi preziosi consigli alla dummy di turno!

        Rispondi
        1. Mari

          Ero sempre io nel post sopra, ho schiacciato qualche tasto di troppo nello scrivere il nome :):):)

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        2. CucinareSuperFacile (Post autore)

          Grazie mille Mariejolie, L’idea di approfondire il tema ‘zucchine’ è davvero buona, prima o poi accadrà con tutto…
          Due parole di commento. Le zucchine, a differenza delle patate, hanno una precisa stagionalità, le patate ne risentono meno.
          Se vuoi ottenere buoni risultati con le zucchine riprova tra qualche mese, maggio/giugno fino a ottobre, adesso nel periodo invernale
          sono acquose e poco saporite, vanno bene giusto in un minestrone. 😉
          Della zucchina non si butta via niente, puoi tagliarle a rondelle spesse o sottili, a tocchetti o a bastoncini, dipende dalla ricetta ma usa tutto.
          A meno che tu non voglia friggerle a bastoncini non occorre infarinarle con lo spolvero di riso, basta aspettare che la natura ce le regali belle compatte e non gonfie di acqua.
          Il sale è igroscopico, trattiene l’acqua e non la lascia evaporare (pensa a un costume bagnato di acqua di mare, se non lo sciacqui con acqua dolce non asciugherà) per questo è consigliabile aggiungerlo alla fine.
          Se vuoi ridurre l’apporto di sodio prova ad usare il meraviglioso sale rosa fossile dell’Himalaya, è davvero un regalo della natura! Eppoi…Che emozione, dare al nostro corpo un prodotto fossile, antico di cinquemila anni 🙂 il migliore e più al sicuro da ‘bufale’ lo trovi in rete, per esempio su ‘Il giardino dei libri’.
          Non esistono dummies in cucina, 🙂 al contrario, ti faccio i miei complimenti per la curiosità e la passione che metti nella ricerca di una
          pratica alimentare salutare e di piacere per il palato.
          Un abbraccio,
          a presto,
          Antonella

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