PIANETA BIRRA, SENZA GLUTINE OF COURSE

senza glutine
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Birra senza glutine dal Taste 2013 di Firenze

Confesso che il mio cuore, quando si tratta di riempire un bicchiere, batte senza dubbio per il vino.
Allo stesso tempo mi rendo conto che la birra ha un pubblico vastissimo di veri appassionati, prendo quindi contatto con il Pianeta Birra e scopro che in materia di  birra senza glutine si sono fatti enormi passi nella direzione del piacere e che una birra gelata e spumeggiante non è più solo un sogno.
Curiosando in rete mi sono imbattuta in una pagina specifica dedicata alle birre senza glutine www.nonsologlutine.it  ed ho scoperto che il suo autore Alfonso Del Forno, è nientemeno che il presidente nazionale dell’ ‘Associazione Degustatori Birra Senza Glutine ‘. Ecco spiegate competenza e oceanica conoscenza della materia.

Il panorama delle birre senza glutine è vasto fortunatamente, mi soffermo solo su alcune:

  • Estrella Daura, spagnola,  forse la più comune, si trova anche nella grande distribuzione ad un costo variabile tra  1,50 e 2,00 €.
  • Green’s, Belga,  artigianale, anch’essa molto diffusa da noi e certificata AIC, se ne trovano 5 diversi tipi Pilsner, Golden Ale, Blond, Amber e Dark.Il suo costo si aggira sui 2 €
  • Riedensburger Brauhaus,  tedesca  con malto di miglio (4,5°),
    reperibile sui  2,5/3,00 €.

Un pò meno diffusa:

  • St. Peters, inglese, a base di sorgo,  gli appassionati la definiscono molto ‘luppolosa’.

Da un produttore artigianale di Brugherio ‘Il Birrino’, ci arrivano:

  • Zero Virgola, con schiuma sottile e gusto quasi dolce praticamente
  • senza alcool ( 0,9°).
  • Light Grano Saraceno un pò più alcolica 3,1°

entrambe di grano saraceno, biologiche e con il marchio spiga barrata.

Vengono da più lontano le birre che si sono aggiudicate i primi tre posti al World Beer Cup 2012, di San Diego (U.S.A.). La casa produttrice è la Glutenberg, canadese del Quebec.
Produce birre artigianali senza glutine dal 2010 e ha già fatto scintille, visto che ha sbaragliato tutti i concorrenti a San Diego. Le tre star sono :

  • Blonde a base di miglio (4,5°),
  • Pale Ale Americaine prodotta con miglio, grano saraceno, mais e quinoa gradazione alcolica leggermente più alta (5,5°)
  • Rousse fatta con quinoa, grano saraceno, miglio e castagne (5°).

Si dice che prestissimo sbarcheranno in Italia e le potremo assaggiare presto.

Al Taste 2013 di Firenze, appena concluso, ho assaggiato per voi :

  • M’anis 3.9 con appunto 3,9° di alcool. Bionda,  con schiuma sottile,
    a base di malto di riso, piacevolissima, è un’assoluta novità.

Il produttore, M’anis, è veneto, di Montebelluna (Tv).

Il piacere è a portata di mano quindi!

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