Le ‘buchette del vino’ di Firenze

Qualche settimana fa mi ha colpito un articolo sul quotidiano più popolare di Firenze, a firma Maurizio Costanzo (una omonimia: non si tratta del personaggio tivù) che parlava di una caratteristica di alcuni dei palazzi storici del centro di Firenze: le buchette del vino.

Sono cresciuta a Firenze e ricordavo le piccole aperture nelle mura secolari in pietra. In realtà ho sempre pensato fossero legate esclusivamente a qualcosa inerente la carità e la misericordia: avevo letto di pagnotte e brocche di vino lasciate nelle buchette per i bisognosi inoltre
la loro forma ad archetto ogivale ricorda quella di un tabernacolo.

Non avevo valutato che l’impronta di Firenze è di fatto quella della famiglia de’ Medici, celebri mercanti e banchieri, inventori del sistema bancario e delle lettere di credito, più o meno le odierne cambiali.
In ogni fiorentino c’è sempre stato dunque un mercante, ben capace di badare ai propri interessi.

Infatti,quando nel XVI secolo lo splendore di Firenze si affievolì, le famiglie aristocratiche che possedevano terreni agricoli iniziarono il commercio del vino, poichè per lo più si trattava di terreni a vigneto i cosiddetti e proverbiali ‘poderi in Chianti’, in grado di assicurare rendite stabili e fruttifere.

Le buchette del vino consentivano di vendere vino sfuso al dettaglio direttamente in strada, con grande discrezione così da bypassare sensali e intermediari, la loro dimensione infatti è perfetta per far passare un fiasco di vino.

Siccome, consentitemi il toscanismo, le buchette del vino erano presenti in molti dei grandi palazzi nobili, viene da pensare che questo commercio ‘sotto banco’ fosse fiorente e assai diffuso.

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La buchetta del vino restaurata nel centro storico di Firenze

Interessata, ho pregato mia sorella, che vive nei dintorni di Firenze, di curiosare per darmi più informazioni.
Attualmente pare che non molte delle buchette del vino siano operative.
Mia sorella ha trovato aperta la buchetta del vino di un delizioso locale i cui proprietari hanno subito compreso l’importanza storica di quella piccola apertura, tanto da restaurarla subito, ancora prima di inaugurare, nel giugno del 2019.

Malgrado il tempo orribile e il periodo storico non felice per gli affari, nel locale si servivano tè e spuntini, le nostre merende del pomeriggio, e gli avventori si godevano le loro consumazioni con evidente piacere.
Vi si può fare anche prima colazione all’inglese o brunch (il locale è in piena zona turistica) ma anche pranzi sfiziosi con piatti unici sempre variati.

Personalmente, da ex collega, mi sento di fare i miei più calorosi auguri a questi esercenti coraggiosi, affinchè la qualità della loro offerta e la loro fiducia in un futuro senza più zone a colori, sia ripagata da un successo duraturo.

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L’indirizzo dove troverete la buchetta del vino funzionante, Andateci!

Fonti:
Mia sorella, che ringrazio per le foto
https://it.wikipedia.org/wiki/Buchette_del_vino_a_Firenze
https://www.lanazione.it/cronaca/il-covid-riapre-a-firenze-le-buchette-del-vino-anti-contagio-1.5805616

Short english translation:

The wine little-holes

A few weeks ago, an article in the most popular newspaper in Florence has interested me. The argument was a characteristic of some of the historical mansions in the center of Florence: the wine little-holes.

I grew up in Florence and I remember those small openings in the ancient stone walls. I always thought they were exclusively dedicated to charity and mercy, as their pointed arch shape recalls a tabernacle, furthermore I had read about loaves and pitchers of wine left in the little-holes for the needy.

At the time, I was not able to correctly estimate that imprinting the Medici family had on the citizens. The Medici were famous merchants and bankers, inventors of the banking system and letters of credit, more or less the today’s bills.
Therefore, in every florentine there was always a merchant, perfectly capable to look after his own interests.

When in the sixteenth century the splendor of Florence faded, the aristocratic families who owned agricultural lands, began wine trading as the lands were in Chianti and mostly vineyard, able to ensure stable and profitable incomes.

Through the wine little-holes it was easy to sell wine retail directly in the street, with great discretion, so as to bypass brokers and intermediaries, in fact their size is precisely that one of a flagon.

Since the wine holes were present in many of the great noble palaces, it is logical to think that this ‘under the counter’ trade was flourishing and widespread.

Interested, I asked my sister, who lives nearby Florence, to look around to give me more informations. At present it seems that not many wine little-holes are operative. She visited a lovely wine bar whose wine little-hole was immediately restored, even before the opening of the activity, in June 2019 as considered of historical importance.

Despite the horrible weather, it was raining hard, and the unhappy period for business, tea or snacks were served in the place and the customers were visibly relaxed and pleasantly satisfied.
My sister, my special agent, tells me that thay also serve a real English breakfast or brunch, the place is in the tourist area, and also always varied tasty light lunches.

Personally,as a former collegue, I wish to send my warmest wishes to these brave restaurateurs, so that the quality of their offer and their confidence in a future with no more colored zones will be rewarded by lasting success.

 

 


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